giovedì 9 gennaio 2014

Sette domande per domarli: Di Pierro, Farolfi, Gallizia

Oggi vogliamo un po’ farvi conoscere quali menti contorte partoriscono gli articoli che finiscono poi su questo blog. Le prime cavie per questo esperimento sono Federico Di Pierro (che su questi lidi ha scritto di smanettamenti vari e discusso dell’inutilità di alcune distribuzioni), Fanfurlio Farolfi (il nostro uomo-bash dal nome più reale che mai) e Gianfranco Gallizia (noto per riportare su queste pagine digitali le sue esperienze con BSD e che presto ci istruirà e delizierà con articoli sui sistemi UNIX). Come consuetudine abbiamo messo a disposizione l'intervista anche in plaintext, la potete trovare qui.

Sette domande per conoscerli, sette domande per stimarli,
sette domande per capirli e nel buio poi trollarli.

Ok, passiamo subito alle tre cavie scelte per questo esperimento e iniziamo con le domande. Qualche cosa da dichiarare prima di partire?

Federico: Ieri mi si è brasato l’hard disk del portatile…WHY ME?
Gianfranco: Non ho nulla da dichiarare se non questo: “Non mi prenderete vivo!”
Fanfurlio: Ho spostato /bin, ma non ricordo dove, e ora?


Fatevi inquadrare un pochino: quanti anni avete? Che lavoro fate? Che sistema operativo state usando attualmente?

Federico: Ho 21 anni, a breve 22. Sono un laureando in ingegneria informatica al Politecnico di Milano, spero di potermi dichiarare laureato non troppo in là! Al momento (momento che dura 2 anni e più) utilizzo Arch Linux e non penso che mi muoverò mai da questo piccolo paradiso di sistema operativo :)

Gianfranco: Ho 30 anni (veeecchio) faccio il Sysadmin (ovvero quando un mio collega ha un problema con un computer è a me che si rivolge) e al momento uso una piccola collezione di Sistemi Operativi sia a casa che al lavoro: Debian GNU/Linux, OpenBSD, FreeBSD e Windows nelle varianti XP (lo so) e Seven (niente 8 per ora).

Fanfurlio: Ho 31 anni, Sono un programmatore / system administrator, e in questo momento sto scrivendo da una workstation su cui trovano posto Arch Linux e FreeBSD, collegata tramite synergy ad altre due workstation, una con Fedora 19 (presto 20) e una con Windows 7.


L’avvicinamento al mondo dell’informatica come è avvenuto? Anche voi, come molti, partendo dai videogiochi oppure già come enfant prodige a programmare il microonde di mamma?

Federico: Direi... come molti partendo dai videogiochi, ma ho sempre avuto la passione di smanettare un po’ su quel maledetto regedit ad esempio, per ottimizzare l’avvio e le performance generali (da Win 2000ME a Windows 7)

Gianfranco: A sette anni vidi il mio primo computer: un Amstrad CPC 464 (cercatelo col vostro motore di ricerca preferito se osate) e convinsi i miei genitori a comprarlo. A 9 anni ero stanco di aspettare 10 minuti perché il lettore di cassette caricasse un gioco e cominciai a leggere il manuale (ero un bambino strano) ed imparai il BASIC. Il resto è una lunga discesa nell’Abisso...

Fanfurlio: Avevo sei-sette anni quando mio padre portò a casa il mio primo PC: un Olivetti Prodest PC-128, da lì in poi è stata una caduta libera, ho imparato prima a “rubare” il controllo del computer ai miei genitori, poi a crearmi i miei giochi (visto che gli amici col nintendino avevano tutti giochi più belli, e li volevo anche io).


Tutti gli informatici, a un certo punto della loro vita, si scontrano con Windows. Per voi è stato un’incontro piacevole o un’odio a prima vista?

Federico: Piacevole, perché all’epoca non conoscevo ancora il mondo Linux. Ma il vero scontro l’ho avuto più tardi, quando ho aperto la mia mente al pinguino tanto amato. Gloria, gloria, gloria all’ Ipnopinguino.

Gianfranco: Il mio primo incontro con Windows fu con la versione 3.1. Venendo dal mondo testuale dell’interprete BASIC del CPC 464 fu una rivelazione. L’odio è arrivato in seguito: quando fui costretto a far funzionare i computer degli altri perché “tu ne capisci”.

Fanfurlio: Mi scoccia un po’ copiare Gianfranco, ma come dice lui :P
Aggiungo soltanto che il primo impatto io purtroppo l’ho avuto con windows 3.11, già pronto per la rete, e per tutti i problemi che comportava poi.


L’avvicinamento al FOSS: come avete conosciuto questo mondo? Come mai siete ancora immersi in esso?

Federico: Devo ringraziare un amico di famiglia che mi passò una live di Ubuntu 6.06, Compiz che me ne fece innamorare (ahimè!) e un altro mio caro amico che mi spinse a installarlo. Se si è un minimo curiosi, non si potrà mai più lasciare questo mondo... oltre al fatto che rientra nelle mie passioni e nei miei studi in qualche modo!

Gianfranco: è stato un mix di curiosità (“vediamo cos’ha da offrire”) e di disillusione verso i Sistemi Operativi di Redmond (Windows 95 e 98 facevano pena). La mia prima esperienza con SuSE fu abbastanza traumatica (e credo che il trauma dovuto a YaST oramai sia permanente), in seguito passai a Red Hat 7.1 e quindi a Debian che non ho più abbandonato.

Fanfurlio: Colpa in parte di una rivista, attualmente non ricordo quale, che mi fece “provare” Mandrake 6. Certo, ero già smanettone, e formattare il pc della famiglia non fu un problema (finché non se ne accorsero i miei genitori), e iniziando a mettere le mani “sotto il cofano” per far funzionare le mille cavolatine che a quei tempi non erano automatiche, mi ha fatto innamorare di Linux, poi da quello a passare al lato Open Source, il passo è breve, se non avessi avuto la possibilità di leggere il codice di alcuni programmi, non sarei mai riuscito a far funzionare il mio modem (non era una operazione banale all’epoca), e probabilmente non avrei imparato cosa significhi avere a disposizione il codice del software che si sta usando.


Il Free e Open Source Software sta innegabilmente crescendo e si sta diffondendo sempre più anche tra utenti meno “smanettoni”. Pensate che sia una cosa positiva o che a lungo andare si perderà la motivazione principale (e l’aspetto etico) per cui il FOSS è nato?

Federico: Se l’Open Source amplierà il proprio pubblico, sarà senz’altro un bene. Insieme possiamo sconfiggere Apple e Microsoft, due enormi bug. Certo, è un peccato vedere uno strumento così potente e versatile come un sistema Open Source, nelle mani poco curiose di persone disinteressate…

Gianfranco: Per quanto mi piaccia crogiolarmi nell’idea di appartenere ad un’elite di tecnocrati (debolezze umane) sono contento che GNU/Linux sia uscito dalle cantine ed abbia dimostrato che l’apertura premia. Tanto che adesso si sta formando un movimento simile a quello del Software Libero nei confronti dell’hardware (che tutt’ora è una selva di brevetti e di Non Disclosure Agreements). I lati negativi ci sono, le orde di niubbi che non leggono il manuale ne sono un esempio lampante, però in definitiva l’affermazione dell’idea che si possa lavorare assieme e guadagnarci tutti invece che scontrarsi gli uni contro gli altri per il predominio è sicuramente positiva.

Fanfurlio: Potrò sembrare un vecchio nazista, ma sono convinto che la diffusione del FOSS non porti granché “indietro”. Mi spiego: l’utilizzo di software FOSS da parte di utenti “non smanettoni” non porta nulla al software, o al codice, poiché quel tipo di utenti non fa altro che rendersi conto delle limitazioni del “programma nuovo” e lamentarsi che “non è come quello vecchio (e proprietario)”, non lo fa perché non è in grado di farlo, me ne rendo conto, ma di fatto non c’è altro che astio.
L’utente “medio” non ha bisogno di sapere come funziona il programma, vuole che gli si dica cosa “pigiare” per ottenere il risultato che gli interessa, e basta, questo non restituisce nulla al software che usa. Poi, non dico che sia un male che la filosofia FOSS si diffonda, ma non è grazie agli “utenti” che si diffonde la filosofia, è solo grazie agli smanettoni.
Non sono smanettoni solo quelli che sanno programmare, sono smanettoni anche quelli che si mettono a provare configurazioni diverse, a riportare bugs, a cercare di capire come mai il software non sta funzionando come dovrebbe, a LORO si deve l’inerzia del movimento FOSS.


A proposito di crescita, quali sono i progetti FOSS che più vi stanno a cuore e che vorreste vedere crescere molto in questo 2014? Perché?

Federico: Sembrerò scemo, ma spero vivamente nella crescita dei 4 principali DE, Gnome, KDE, XFCE e Enlightenment (sì, so che enlightenment è solo il wm!), perché ce n’è bisogno. Conto sulla morte di X e Upstart, e desidero l’ascesa di systemd, Wayland e kdbus nel kernel! :) 
Niente di personale...ragionevolezza direi. Tutto ciò che è vecchio e obsoleto deve scomparire. Tutto ciò che è nuovo e tecnicamente migliore, deve ascendere. Siamo Open Source, corriamo al doppio della velocità degli altri sistemi closed, ricordiamocene!

Gianfranco: Spero fortemente che i Sistemi Operativi e le Architetture alternative si affermino maggiormente contro lo strapotere di GNU/Linux, intel e ARM. La fine degli anni ‘90 è stata un’epoca d’oro per la concorrenza sia hardware che software. Il mondo che ne è uscito però è drammaticamente piatto…

Fanfurlio: Sinceramente, non saprei.
I software FOSS che uso sono già più che maturi per la mia necessità, se proprio volessi veder crescere qualcosa, è il supporto hardware per Linux e le varie piattaforme diverse da Windows.


Si è appena materializzato di fronte a voi il genio del FLOSS: avete un desiderio a testa da poter esprimere per migliorare la situazione attuale. Che cosa chiedete?

Federico: Xfce 4.12, basato sulle gtk3,  e col supporto a Wayland?? Magari entro qualche mese :D
Ah, e driver video open migliori!

Gianfranco: il rilascio di Haiku OS R1 su una nuova generazione di processori PowerPC a basso consumo con accellerazione hardware opzionale mediante FPGA.

Fanfurlio: La cancellazione dall’esistenza e dalla mente delle persone tutto quello che riguarda la protezione della proprietà intellettuale, soprattutto quella legata ad algoritmi e processi matematici.


Chiudiamo con un po’ di nostalgia (anche perché le sette domande le ho già fatte): fatevi una domanda e datevi una risposta.

Federico1: Perché diavolo hai eliminato definitavemente windows dal pc di casa? Non puoi più giocare nemmeno a Call of Duty!
Federico2: Suca Microsoft!

Gianfranco1: Perché ti ostini ad usare quella roba? Non sarai mica un hipster?
Gianfranco2: Perché mi offre un punto di vista diverso su ciò che mi circonda, perché ha dei punti di forza che pochi sanno vedere e perché in fondo quello che faccio con il MIO computer è solo affar MIO. Però ammetto che mi sto hipsterizzando...

Fanfurlio1: Una domanda sola?
Fanfurlio2: Sì, una.