giovedì 10 ottobre 2013

Intervista a Larry "The Crunchbang Guy" [1/2]

+Larry Cafiero è un'attivista del mondo FLOSS noto per le sue due identità (e i relativi blog): Larry the CrunchBang Guy e Larry the Free Software Guy. Nelle scorse settimane l'abbiamo contattato per fargli qualche domanda sulla sua distribuzione preferita (vi lascio indovinare quale possa essere) e sull'andamento generale del mondo FLOSS in questo periodo pieno di alti e bassi, tra scandali e innovazioni.

Larry Cafiero con sua figlia Mimi al Southern California Linux Expo SCALE 10X

Ecco la prima parte dell'intervista con le domande rivolte a "The CrunchBang Guy" (trovate il testo originale in inglese qui), Martedì seguiranno quelle riguardanti il mondo del FLOSS. Prima di lasciarvi alla lettura però mi permetto un paio di ringraziamenti.

Il primo è a Larry stesso che è stato estremamente gentile e completo (come vedrete) nelle risposte. È davvero un piacere leggere di persone come lui discutere sul Free Software e ciò che vi gravita attorno.

L'altro ringraziamento è per tutta la redazione di +Magliettabianca, su questi articoli ci metto io il nome, ma vi assicuro che dietro c'è un lavoro di tutti per cercare di fare le domande più interessanti e portarvi gli articoli più appassionanti possibili.

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Intervistatore (aka Io): Ho provato CrunchBang qualche tempo fa (su suggerimento di +Marco Milone) e con mia sorpresa ho trovato un sistema molto leggero eppure completo e versatile. C'è qualcosa che vorresti vedere in questa distribuzione e attualmente non è ancora implementato? Meglio, se potessi "rubare" (implementare subito in CrunchBang) una funzione da qualunque altra distribuzione, quale sarebbe?

Larry "The Crunchbang Guy" Cafiero: Innanzitutto, non credo che un progetto "rubi" da un altro finché viene mantenuta la licenza GPL. So che stai scherzando quando lo chiedi, ma mi sembra giusto fissare il concetto in caso qualcuno non l'abbia proprio chiaro.

Philip Newborough, il principale sviluppatore di CrunchBang (conosciuto anche come corenominal), ha pensato molto a cosa inserire in questa distribuzione e credo abbia incluso più di ciò che è necessario per un vasto numero di utenti. Detto questo, credo abbia prodotto un ottimo sistema che può essere usato da persone con gradi di abilità molto differenti.

Se c'è un programma che non è installato di default, lo si può ottenere facilmente. Questo è il punto di forza di CrunchBang, è come una tela vuota per te, l'artista, che ti permette di creare la tua distribuzione capolavoro. Non c'è nulla che mi piacerebbe prendere da un'altra distribuzione e mettere in CrunchBang perché tutto ciò che mi serve è già qui. Forse altri hanno altre necessità.

A proposito, dovresti prendere una tazza di caffé prima di leggere questa intervista. Come vedi, tendo a parlare moltissimo quando si tratta di FLOSS e non vorrei che ti addormentassi :-)


I: Sappiamo del tuo passato con Fedora (e sappiamo che ti piace ancora molto questa distribuzione), ma cosa ti ha fatto scegliere CrunchBang al posto di quel sistema? È la base Debian o c'è qualcosa d'altro o di diverso?

L: Prima di tutto, lasciami dire che tra tutti i progetti FLOSS che vi sono oggi, Fedora Project dovrebbe essere l'esempio a cui tutti i progetti dovrebbero ambire: nell'organizzazione, nel modo di creare la comunità, nel modo di mantenere tale comunità e in come è pensata e implemenetata poi la distribuzione. Sebbene Fedora non sia stata la mia prima distribuzione (quella fu Debian Sarge per PowerPC), Fedora è quella su cui ho passato più tempo e quella che mi ha permesso di utilizzare le mie capacità non-tecniche per contribuire alla comunità mentre imparavo come programmare. Quindi ho molto rispetto e amo il Fedora Project e tutte le persone con cui ho lavorato lì.

Nel Luglio del 2011 ho recensito CrunchBang per il blog di Larry the Free Software Guy (ecco il link). Più usavo quella distribuzione e più mi rendevo conto che aveva tutto ciò di cui avevo bisogno in un sistema semplice e lineare. Ovviamente nessuna distribuzione è perfetta, ma era molto più vicina alla perfezione di qualunque altra distribuzione avessi provato in sei anni di GNU/Linux. Quindi ho scelto di utilizzarla quotidianamente anche se uso ancora anche altre distribuzioni in laboratorio.

Mi rendo conto di andare un po' off topic, ma ci sono davvero due regole che gli utenti FLOSS dovrebbero seguire. La prima è che ognuno dovrebbe usare ciò che funziona meglio per sé (Fedora, Debian, Ubuntu, Linux Mint, OpenSUSE, Arch, Gentoo, CrunchBang o qualunque ciò possa essere) e la seconda è che ognuno dovrebbe restituire qualcosa alla distribuzione o ai programmi che usa (c'è davvero molto che si può fare, dal sistemare i bug ad aiutare con la documentazione e il design o anche donando qualche soldo). Sebbene molte persone sfortunatamente non lo facciano, è dovere di ogni utente FLOSS contribuire.

Tornando alla mia storia: dopo la recensione di CrunchBang fatta a Luglio del 2011 ho iniziato a usare questa distribuzione regolarmente. Ci è voluto un po' per abituarmi ad Openbox e smettere di usare yum install per avere i programmi, ma è stato solo un piccolo cambiamento. Ho iniziato a contribuire a CrunchBang intervenendo attivamente nei forum e chiedendo a corenominal se andasse bene parlare nei vari LUG e ai Linux Expo di CrunchBang, rispose che non c'erano problemi. Ah, ovviamente aiuto a promuovere CrunchBang anche grazie al blog "Larry the CrunchBang Guy".

Quindi l'unico motivo per cui uso CrunchBang quotidianamente è che funziona benissimo per me e questa è la miglior ragione per usarla.


I: L'ultimo Debian freeze è sembrato più un'era glaciale che un feature freeze. Pensi che il ciclo di release di Debian debba essere aggiornato per adattarsi a una situazione differente di quando fu pensato? Se fosse così, cosa cambieresti?

L: Lo dico spesso quindi questa affermazione potrà sembrare familiare alle persone che leggono regolarmente i miei blog: le distribuzioni dovrebbero essere rilasciate quando sono pronte. Se ci si impiega sei mesi, ci si impiega sei mesi. Se c'è bisogno di due anni, c'è bisogno di due anni. Uno dei problemi con il ciclo di release ogni sei mesi è che capita che i programmi vengano messi di fretta nelle distribuzioni e la qualità a volte non è quella che dovrebbe essere. Ciò causa problemi più in là nel tempo. È successo in Ubuntu dopo una o due release: rilasciarono la nuova versione l'ultimo giorno del mese per arrivare "in tempo" e dovettero poi chiudere tutti i download per circa quattro ore per un errore che hanno dovuto sistemare subito. Certo, il miglior esempio a supporto della mia teoria è Fedora 18 che fu rilasciata due mesi dopo la data di rilascio originale. Qualcuno criticò Fedora per questa scelta, ma penso che sia stato meglio dare agli utenti una distribuzione quando questa fosse pronta piuttosto che qualcosa di incompleto o non funzionante.

Tornando alla domanda originale, secondo me Debian ha una politica di rilascio corretta: "when it's ready".

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